Monteprandone

Una vista stupenda su mare, colline ricche di vigneti (Rosso Piceno Superiore e Falerio dei Colli Ascolani), e monti (280 metri s.l.m.; a circa 5 chilometri dal mare di S. Benedetto del Tronto), le pinete profumate, un borgo medievale, e la sua storia profondamente legata alla vita di un santo. Monteprandone è storia, cultura antica, uno sguardo al passato come importante risorsa culturale contemporanea.

La storia è infatti parte dell'atmosfera di Monteprandone, dei suoi antichi edifici e di tutto ciò che riconduce alla vita di S. Giacomo della Marca, nato qui, nel 1393, e profondamente dedito alla crescita culturale e allo sviluppo del suo paese natale e della sua regione.

Il bel palazzo municipale con le sue volte a crociera che ospita il Museo Civico, il Convento di S. Maria delle Grazie o di S. Giacomo della Marca (antica sede della Biblioteca di S. Giacomo, a circa un chilometro e mezzo dal centro storico), con i cimeli del Santo, una bella Madonna con bambino in terracotta policroma, arte toscana del 1400, una tavola di Vincenzo Pagani del 1525 ("Incoronazione della Vergine"), il crocefisso attribuito a Cola d'Amatrice, e, nella cappella di S. Giacomo, l'elegante portale rinascimentale del 1543; la Collegiata di S. Nicolò con il suo crocifisso ligneo del 1700. E, soprattutto, grande ricchezza culturale del paese, i preziosi codici di S. Giacomo della Marca, oggi conservati presso la biblioteca comunale. Tutto questo offre Monteprandone al visitatore, in termini di storia, arte e cultura.

I codici di S. Giacomo della Marca costituiscono una delle più importanti testimonianze della cultura francescana del 1400 in Italia, e uno tra i più rilevanti fondi codicologici regionali.

S. Giacomo, giurista, grande appassionato di letteratura, frate francescano, teologo, predicatore, attivo e stimato nella società dell'epoca, tra le personalità più celebri dell'Ordine francescano, e convinto sostenitore dell'importanza della diffusione sociale della cultura, vuole donare al suo paese una biblioteca di cui cura personalmente il costante ampliamento e l'archiviazione, con l'obiettivo di favorire l'istruzione dei religiosi del paese, dei confratelli delle Marche e di quanti condividono con lui lo stimolo degli studi.

I codici - Monteprandone

Tra le collezioni francescane più studiate, la biblioteca di S. Giacomo offre infatti un'abbondante serie di manoscritti ben conservati, alcuni riccamente miniati (tra questi un prezioso manoscritto donato dalla moglie dal celebre bibliofilo del 1400 Novello Malatesta), altri decorati in modo più ordinario e maggiormente ispirato alla povertà evangelica francescana; seppure dispersi tra Monteprandone e varie biblioteche del territorio nazionale, tra le quali l'Angelica di Roma, l'Apostolica Vaticana, e la Biblioteca Nazionale di Napoli, i manoscritti della collezione danno anche la possibilità di esaminare inventari e annotazioni antiche, in parte dello stesso S. Giacomo, e di ricostruire quindi la progressiva espansione della collezione (più di 180 codici collezionati da S. Giacomo, 700-800 dopo la sua morte; oggi 61, la parte più cospicua dei manoscritti conservati, sono esposti a Monteprandone), e le forti basi culturali e motivazionali impresse dal Santo. Classici latini e greci, opere di letteratura italiana e cristiana, e un estratto del Corano, opere autografe del Santo (prediche e sermoni), opere di S. Bonaventura, S. Giovanni Damasceno, Seneca, Boezio, Cicerone, S. Gregorio, Sant'Agostino, Aristotele, oltre ad antiche pergamene medievali del castello di Monteprandone. Quasi tutti i codici risalgono al 1300-1400 e contengono sermoni, laudi, epistole, glossari, dissertazioni, dominicali, cronache, decreti, compendi, monografie.

Ascoli Piceno

Uno stupendo centro storico che deve armonia ed eleganza alla bellezza del suo travertino, pietra con cui per duemila anni è stato costruito il tessuto urbano della città, dai palazzi signorili a quelli del potere, dalle semplici abitazioni alle chiese, fino alle pavimentazioni delle sue bellissime piazze, Piazza del Popolo e Piazza Arringo.

Una pietra particolare il travertino ascolano, con la sua base color avorio e le sue belle venature, estratta nelle vicine cave di S. Marco, Rosara e Acquasanta Terme, queste ultime ancora attive, e tuttora lavorata nelle sempre più rare botteghe artigiane locali, eredi della splendida arte dei magistri de preta medievali e rinascimentali.

Ascoli antichissima capitale dei Piceni, Ascoli romana, quella degli antichi ponti, delle domus, delle porte e degli anfiteatri, la Ascoli longobarda delle fortificazioni e delle necropoli; la Ascoli medievale delle cento torri e delle chiese romaniche, la stupenda Ascoli rinascimentale, con la sua grande arte, le sue scuole pittoriche e orafe, e la Ascoli Barocca delle chiese e dei palazzi nobiliari.

Una città dai mille volti e dalle infinite sfaccettature storiche e artistiche che mostra il suo grande passato nella sua bella architettura, come nei suggestivi scorci delle sue piazze, tra tutte l'inimitabile stile intimo e austero di Piazza del Popolo

Piazza del Popolo è uno splendido luogo simbolo della città di Ascoli, Piazza del Popolo si caratterizza per la presenza del bel colonnato della Loggia dei Mercanti, nato per ospitare le botteghe medievali, il Palazzo dei Capitani del Popolo e la chiesa di S. Francesco. Il Palazzo dei Capitani (XIII secolo), residenza prima del Capitano del Popolo, poi del Podestà, quindi degli Anziani e infine dei Governatori Pontifici, racchiude una grande parte della storia della città. Il Palazzo assume il suo aspetto odierno nel '500, quando viene radicalmente ristrutturato in seguito ad un incendio (1535).

Piazza Del Popolo

La chiesa di S. Francesco è il risultato di un lungo processo costruttivo che inizia nel 1258 e termina con il 1549. Esempio imponente di stile gotico, la chiesa si caratterizza per lo stupendo portale principale realizzato in travertino dagli artigiani locali. E infine, la Loggia dei Mercanti (XVI secolo), a fianco alla chiesa di S. Francesco, nata per volontà della potente Corporazione della Lana. Nel 1907 si aggiunge, ad arricchire ulteriormente la bellissima piazza, un celebre luogo d'incontro per gli ascolani, il Caffè Meletti. Il palazzo in stile liberty accoglie infatti uno dei 150 caffè storici d'Italia, perfettamente in armonia con l'estetica della piazza con il suo portico ad arcate e le finestre ad arco al primo piano in stile rinascimentale. Stile liberty e atmosfera da caffè viennese anche all'interno, con i tavolini in marmo bianco di Carrara, i divanetti di velluto, i soffitti decorati, gli specchi e le colonnine. Uno splendido caffè nato dall'idea e dalla volontà di un grande ascolano, Silvio Meletti, proprietario della fabbrica di liquori che produce ancora oggi la celebre anisetta, divenuta famosa in Italia e in Europa. Meletti vuole infatti offrire ai suoi concittadini un luogo di ritrovo elegante e sontuoso, al posto di quello che originariamente era prima la sede del Picchetto della Dogana e poi l'edificio delle Poste e Telegrafi. Dopo un attento restauro avvenuto nel 1998, nel sottoportico sono infatti riscoperti affreschi, di Giovanni Picca grande scenografo e decoratore teatrale italiano (1840-1910), che alludono alle funzioni postali dell'edificio.

San Benedetto del Tronto

Porto turistico di San Benedetto del Tronto

La spiaggia di San Benedetto, importante stazione balneare del medio Adriatico e attivo porto peschereccio, tra i primi a livello nazionale, è sicuramente la più rinomata e frequentata del litorale Piceno, amata per la sua tranquilla vita da cittadina marinara, ma anche per le sue vivaci serate in locali e stabilimenti sul mare, e naturalmente per l'abbondante verde che caratterizza ogni suo quartiere e specialmente il lungomare: palme e oleandri da cartolina, e ampie pinete in cui trovare riparo dal sole, protetti dai folti pini marittimi. La lunga spiaggia di sabbia bianca finissima e le palme, che crescono anche sulla spiaggia, non possono che richiamare alla mente suggestioni legate a isole esotiche: S. Benedetto offre invece tutto questo senza andare troppo lontano. Il fascino e la piacevolezza delle sue spiagge, e dei suoi stabilimenti balneari allegri e curati, sono poi arricchiti da un'ottima cucina che allieta le giornate al mare con pesce freschissimo, cucinato secondo tradizionali ricette marinare, leggere e molto gustose.

Celebre il suo "Brodetto alla Sambenedettese", originale e stuzzicante nell'uso di ingredienti particolari, come l'aceto, il peperone e il pomodoro verde; o in piatti più raffinati, fusion di materie prime autoctone e influenze contemporanee. Zona di vini DOC, il territorio circostante offre sulle tavole il Falerio dei Colli Ascolani, il Rosso Piceno e Rosso Piceno Superiore.

S. Benedetto è inoltre dotata di strutture per lo sport e il tempo libero: Club nautico, campi da tennis, Palazzetto dello sport, complesso per hockey e pattinaggio, bocciodromo, piscine e piste d'atletica. E per la cultura e lo svago: cinema multisala, teatro, d'estate concerti, rappresentazioni teatrali e cinema all'aperto.

Il porto di S. Benedetto del Tronto offre anche la possibilità di usufruire di barche da turismo per gite in mare vicino alla costa, durante le quali viene offerta una gustosa colazione, o merenda, e c'è la possibilità di godersi bagni rinfrescanti in mare aperto. Un modo suggestivo per apprezzare il mare e le belle località turistiche che vi si affacciano e per passare piacevoli ore in compagnia.

Le splendide colline, a pochi chilometri dalle sue spiagge, danno poi la possibilità di alternare alla rilassante vita in spiaggia, interessanti gite fuori porta, all'insegna della storia, della cultura e del fascino di borghi storici, conservati in una suggestiva atmosfera medievale. Da non perdere, Acquaviva Picena, Monteprandone, Offida e Ripatransone.

La Storia

La storia della fondazione di S. Benedetto è legata secondo la tradizione al Martire Benedetto, soldato romano che viveva a Cupra, città romana a circa quattro miglia a nord dall'attuale S. Benedetto, al tempo dell'imperatore Diocleziano. Ritrovamenti archeologici testimoniano allo stesso modo le molto probabili origini romane della città, legate all'antica città di Alba Picena, sulla sponda destra dell'Albula, torrente che attraversa S. Benedetto. è del 998 il primo documento in cui il nome del borgo viene menzionato.

Nel 1211 il territorio di S. Benedetto, dal fiume Tronto al Potenza, cade sotto il controllo della città di Fermo; mentre nel 1245 Ascoli ottiene un tratto di costa del sambenedettese tra il Ragnola e il Tronto per costruirvi un porto fortificato (l'attuale Porto d'Ascoli, zona sud della città). Inizia in questi anni una lunga serie di lotte e disordini tra Ascoli e Fermo, che coinvolgono anche il sambenedettese. A sconvolgere ulteriormente la città, anche un'epidemia di peste nel 1478. S. Benedetto, quasi disabitata, sarà ripopolata dai profughi romagnoli e dell'alta Marca.

La storia della città é successivamente segnata da incursioni di turchi che caratterizzano la storia del paese dal '500 fino all' '800. A partire dal 1650 il nucleo urbano si espande oltre le mura, e nel 1754 nascono i primi sobborghi marinari, Sant'Antonio e la Marina. La città è liberata dal dominio della Chiesa nel 1860. Risale al 1896 il Regio Decreto che concede a San Benedetto l'attributo "del Tronto"; nel 1936 la frazione di Porto d'Ascoli é poi ricongiunta al suo territorio.

Il riconoscimento della vocazione turistica di San Benedetto si può far risalire alla fine del 1800, con la nascita delle prime strutture alberghiere e il primo stabilimento balneare. Nel 1931, seguendo l'impulso dello sviluppo turistico, si dà il via ad importanti lavori di sistemazione tra cui anche la realizzazione della bella Rotonda e del lungomare.

A completare l'ambizioso e fortunato progetto, la realizzazione di un luogo di ritrovo, la Palazzina Azzurra, ancora oggi simbolo del turismo locale, dapprima sede dell'Azienda di soggiorno, poi dancing tra i più rinomati della costa adriatica. Oggi, dopo un attento restauro che ne ha recuperato forme e colori originari, la Palazzina Azzurra è sede di mostre fotografiche e d'arte contemporanea, e di un parco pubblico ricco di piante e fiori che d'estate ospita piacevoli concerti di jazz e classica, e interessanti incontri con autori letterari di livello nazionale.

Arte e Cultura

Nel centro storico della città, il "Paese Alto", sono custodite le testimonianze del passato antico di una cittadina di mare che appare tanto moderna: le mura del Castello e il "Torrione", monumento simbolo, antica postazione di comando del XII - XIII secolo.

La chiesa pievana di San Benedetto Martire, originaria dell'XI secolo (delle origini rimane solo la parete est), viene ricostruita e ampliata tra il 1775 e il 1778. L'altare dedicato al Santo Patrono, che ne custodisce le reliquie oltre ad una preziosa Pala del XVII secolo raffigurante S. Benedetto, San Giuseppe e San Filippo Neri, è del 1785 ma viene ricostruito e decorato nel corso del XIX secolo. Le decorazioni dell'abside sono il risultato di un recente restauro che ha riportato alla luce affreschi del 1886. Nella chiesa è conservata anche una pala del 1707 del pittore fermano Ubaldo Ricci, relativa all'ultima cena, una pala della Madonna del Rosario di anonimo del XVI secolo e un'altra della Madonna del Carmelo, sempre di anonimo, del XVIII secolo.

Sempre al Paese Alto, merita una visita, particolarmente nel periodo estivo, perché sede di mostre d'arte contemporanea, il restaurato e grazioso Palazzo Piacentini, antica casa dell'amata poetessa sambenedettese Bice Piacentini.

L'arte contemporanea è attualmente un nuovo segno distintivo di S. Benedetto: il cuore della cittadina più moderna, Viale Secondo Moretti, rinnovato negli ultimi anni, è infatti stato dedicato alla realizzazione di una piacevole esposizione all'aperto d'arte contemporanea, con la presenza di fontane e sculture realizzate da grandi artisti dei nostri tempi, Ugo Nespolo, Mark Kostabi, Enrico Baj, Paolo Consorti e Salvo. Da non dimenticare, le opere dedicate ai temi della tradizione legati al mare e alla pesca, realizzate da importanti artisti locali, come l'offidano Aldo Sergiacomi e Mario Lupo.

Offida

Carnevale a Offida

Offida è un paese particolare che incarna antiche origini, tradizioni e grande cultura. Il mistero avvolge la sua stessa nascita: alcuni storici la vogliono fondata durante l'Età della Pietra dai Pelasgi (o forse dagli Etruschi), provenienti dall'Asia Minore e approdati sulla spiaggia adriatica, laddove molti secoli dopo sarebbe sorta l'attuale Cupra Marittima (zona Marano). Il nome di Offida nascerebbe quindi da quello attribuito dalle genti pelasgiche, tratto dalla divinità del serpente Ophite.

Altri storici riconducono invece le sue origini all'occupazione di Ascoli da parte dei Longobardi, nel 578 d.C. Durante la dominazione dei duchi longobardi, Offida è infatti il più importante castello della Contea di Ascoli (dopo la distruzione della città di Truento, nel Sannio), e sede di un gastaldo (ufficiale preposto alle corti regie o alla città, con poteri amministrativi e funzioni militari).

C'è d'altra parte chi sostiene le origini romane di Offida (da oppidum, città fortificata) e chi le collega invece ai monaci farfensi, che hanno il loro centro di riferimento in S. Vittoria in Matenano, e che tanto hanno contribuito nella storia allo sviluppo del Piceno. Tradizioni e tipicità del paese sono ugualmente inimitabili: da una parte il pregiato merletto a tombolo a fuselli offidano, che tanta parte ha ancora oggi nell'immagine popolare e nella vita tradizionale di Offida, allietata dal familiare suono dei fuselli in legno e dalle bellissime opere d'arte delle sue merlettaie; dall'altra, l'enogastronomia, unica e particolare, seppure estremamente semplice: dai celebri funghetti d'Offida, un dolce originale dall'intenso profumo d'anice che vale veramente la pena provare; al chichìripieno, focaccia salata ripiena artigianale; al profumato mistrà, distillato all'anice, aroma ricorrente e inconfondibile. E, ancora, particolarmente importanti per gli offidani, gli eventi di grande richiamo che ogni anno caratterizzano un pittoresco carnevale, il Bove Finto e i Vlurd, un'animata corsa per le vie del centro storico con il "bove", la prima, e un suggestivo corteo di fiaccole la seconda.

Monsampolo del Tronto

Il territorio si estende tra la vallata del Tronto e le prime colline sul lato sinistro del fiume, con il capoluogo posto a 181 metri s.l.m. e la frazione di Stella nella sottostante pianura.

I reperti più antichi, trovati in contrada Treazzano, risalgono al 1250-1100 a.C. Le prime tracce storiche invece riferiscono della donazione del Monti Sancti Pauli (forse in onore di tale Monsù di San Paolo, cavaliere francese) avvenuta nel 1031 in favore della Chiesa fermana. Successivamente il territorio è stato luogo e causa di lotte tra signori e potentati locali, fu devastato nel 1425 dalle truppe pontificie e saccheggiato dai briganti di Marco Sciarra nel 1591. Nel 1862 assunse la denominazione attuale.

Nel capoluogo si trovano la Porta Maggiore e l'Arco della Morte, la chiesa della Maria SS. Assunta (con crocifisso ligneo del sec. XV, tabernacolo del 1632 e diversi dipinti di pregio), Palazzo Malaspina con la Torre di avvistamento e i Torrioni. Tra il fiume e la superstrada si trova la Cripta dell'Abbazia dei Santi Benedetto e Mauro, una chiesetta a navata unica costruita intorno all'anno 1000 e posta alle dirette dipendenze dell'Abbazia di Montecassino.

Tra le manifestazioni si segnalano le feste in onore di S.Mauro (a Stella) e di S.Egidio (nella frazione omonima), oltre che la Processione del Venerdì Santo con un prezioso catafalco ligneo del sec. XVII.

Monumenti di Monsampolo del Tronto

Risalendo Corso Vittorio Emanuele III si incontra PORTA MAGGIORE, (secc. XV - XVI), una delle due porte d'accesso al "borgo" quattrocentesco. Piazza Roma è dominata dalla CHIESA di MARIA SS. ASSUNTA, eretta tra il XVI e il XVII secolo.

L'edificio è a navata unica con abside semicircolare, conserva un'impronta barocca negli altari laterali e negli stucchi. E' arricchita da pregevoli opere lignee tra cui:
un coro proveniente da una Chiesa francescana.
una pietà con panneggio in cartapesta di buon pregio databile ai secc. XV-XVI.
un crocifisso policromo del sec. XV-XVI.
un tabernacolo dorato datato 1632 e attribuibile a D. Bonfini
quattro Pale d'altare di notevole interesse:
"L'Ultima Cena" di P. Gaia, 1596
"Regina Sanctorium Omnium" di G. B. e F. Ragazzini da Ravenna, 1583;
"Deposizione" di A. Vitali, allievo del Barocci ( secoli XVI-XVII );
"Circoncisione" di P. Gaia, 1616.

In piazza Castello, zona più antica del paese, svetta la TORRE DI AVVISTAMENTO, unica testimonianza dell'originario nucleo medievale.

E' stata più volte rimaneggiata nel corso dei secoli. Sotto l'arco, realizzato nel '600, è posto uno stemma a forma di scudo, purtroppo non decifrabile. Nella piazza è da notare PALAZZO MALASPINA, la struttura è composta da due edifici: quello attiguo alla torre del '500 e l'altro del '600. Entrambi, purtroppo, sono stati oggetto di ristrutturazioni poco oculate. Si presentano ancora ben conservati i portali cinque-seicenteschi. Percorsi Ipogei sec. XVI-XVII. I palazzi del centro storico, conservano al loro interno, po rzioni di sotterranei con passaggi e camminamenti segreti che un tempo collegavano diverse zone del paese. Il Borgo del paese è caratterizzato da un impianto quattrocentesco e da diversi palazzi tra cui: Palazzo Tamburrini, caratterizzato da una elegante facciata e da un portale del '700, il Palazzo Comunale costruito inglobando parte della vecchia cinta muraria ed una torre dove all'interno sono ancora visibili un'arciera e diversi elementi architettonici databili ai secoli XV e XVI.. Limitrofa al Palazzo Comunale è l'Arco della morte (sec. XV), la porta principale di accesso al borgo, è caratterizzato dai due archi, uno a sesto ribassato ed uno a sesto acuto, raccordati da una volta a crociera rastremata verso l'arco a sesto acuto. Percorrendo la via Sotto i Torrioni si incontrano quattro Torrioni, due dei quali presentano l 'alta scarpa poligonale, elemento architettonico di difesa che si sviluppa tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo per fronteggiare le minacce della nascente artiglieria. Nei torrioni sono ancora visibili tracce di beccatelli, arciere e bocche da fuoco.

A Stella di Monsampolo è ubicata una delle più antiche Chiese dell'ascolano: la Chiesa dei SS. Benedetto e Mauro. E' relegata in una piccola fascia di terra tra il fiume Tronto e la superstrada Ascoli Mare. Faceva parte dell'antico complesso monastico di S. Benedetto fondato probabilmente nel 918 e dipendente dall'abbazia madre di Montecassino. Solo recentemente è stato aggiunto San Mauro alla denominazione della piccola chiesa. La facciata è stata purtroppo deturpata da un rifacimento, internamente presenta una navata unica, con colonne tozze e irregolari che sostengono le massicce volte a crociera costruite in un indistinto stile fra il gotico e il romanico. Di particolare interesse sono l'abside semicircolare del X secolo e la cripta. Quest'ultima realizzata con materiali di epoca romana, presenta la pianta a croce greca con al centro un rozzo altare.

Acquaviva Picena

Una splendida campagna, chiesette disseminate tra i campi e, nel borgo, i suggestivi vicoli e la sua splendida Fortezza medievale, simbolo storico del paese e sua più grande ricchezza scenografica, tra le più importanti rocche della regione.

Il paese, a 365 metri s.l.m., sulle colline che scendono verso il Mare Adriatico, con alle spalle le belle cime dei monti Sibillini, offre una piacevole occasione, a pochi chilometri dal mare, circa 6 da S. Benedetto del Tronto, per una passeggiata all'aria pura tra vicoli medievali, alla scoperta di chiese di campagna, antichi conventi, tradizioni artigianali e culinarie.

Tra i bei monumenti del centro storico, oltre alle innumerevoli chiese, la Porta Gotica, la Torre dell'orologio e il Palazzo comunale con i suoi affreschi.

Il grazioso centro storico si arricchisce inoltre di ulteriori suggestioni grazie alla conservazione di preziose tradizioni artigianali legate all'utilizzo della paglia di grano e alla creazione delle caratteristiche pagliarole, tipici cesti intrecciati a mano.

I Sibillini

Una catena montuosa che si erge nel cuore dell'Italia fino a raggiungere, con il M. Vettore i 2.476 m. E' qui, nel regno della mitica Sibilla che nel 1993 è nato il Parco Nazionale Monti Sibillini (oltre 70.000 ha) con lo scopo di salvaguardare l'ambiente, promuovere uno sviluppo socio-economico sostenibile e favorire la fruizione ad ogni categoria di persone sì da creare un "Parco per tutti". Lupo, aquila reale, falco pellegrino e numerose specie endemiche sono i segni più evidenti di una diversità e di una ricchezza biologica che, unitamente al fascino delle abbazie e dei centri storici medioevali, disseminati a guisa di corona alle falde del gruppo montuoso, hanno contribuito a determinare un mondo antico e suggestivo dove il tempo sembra, ancora oggi, essersi fermato per rendere omaggio a una realtà di così straordinaria bellezza.

La forza
di questa Azienda
è data
dalla sua famiglia,
dalla sua unione e dalla sua esperienza

Photo by
PARIDE TRAVAGLINI

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